Abusivismo edilizio a Rovigno decine di case su aree agricole

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articolo: https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2019/06/25/news/abusivismo-edilizio-a-rovigno-decine-di-case-su-aree-agricole-1.35784954

Il sindaco: individuati 70 edifici senza permessi, non abbiamo il potere di demolirli Il business degli affitti ai turisti. Chiesto a Zagabria l’avvio di un ispettorato locale

ROVIGNO. L’abusivismo edilizio attuato sul territorio nei dintorni di Rovigno sta assumendo proporzioni sempre più ampie. Sono ormai numerose le aree agricole il cui aspetto viene trasformato da colate di asfalto e cemento, facendo posto a edifici di vario genere costruiti senza permesso, in barba alla legge e alle regole. I costruttori abusivi procedono spediti, nella convinzione che presto o tardi arriverà un nuovo condono edilizio. E intanto le istituzioni dello Stato preposte a far rispettare le leggi in materia sembrano essere assenti, mentre l’amministrazione locale non possiede le competenze adeguate per intervenire e fermare lo scempio ambientale perpetrato da chi cavalca il business del momento: l’affitto ai turisti di appartamenti, case e ville.

A dipingere la situazione – come riportato dal quotidiano Glas Istre – è il sindaco di Rovigno Marko Paliaga: «Abbiamo le mani legate – dichiara rassegnato – e l’unico passo che sinora abbiamo potuto fare è consistito nell’emettere una sessantina di delibere mirate alla rimozione delle costruzioni abusive, quantificate al momento in settanta. Le delibere stesse però rimangono lettera morta, in quanto come Comune non disponiamo delle prerogative di legge per farle eseguire. I competenti organi dello Stato, in primo luogo quello deputato all’ispezione edilizia – aggiunge Paliaga – non fanno assolutamente niente mentre noi, ripeto, abbiamo le mani legate. E siamo arrivati al paradosso che il ministero dell’Edilizia e dell’assetto ambientale ha emanato il permesso per la costruzione di un distributore di benzina su un terreno agricolo». continua a leggere

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Neve a Rovigno

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Pubblicato il 1 marzo 2018

Video – Neve a Rovigno – Per la grande gioia dei bambini, il primo marzo ci ha onorato con una coperta bianca, che non abbiamo visto a Rovigno da diversi anni. Godetevi la visione del video.

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Rovigno. Brillano le 5 stelle del Grand Hotel Park

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articolo: https://lavoce.hr/cronaca/cronaca-istriana/roivngo-brillano-le-5-stelle-del-grand-hotel-park?fbclid=IwAR3JJMkp2gWSG0n9dpmtK7wK1lOoYv5Ii3F8d0_dB-sP_TClfenNBx1I2sI

Brillano le cinque stelle dell’ albergo Park a Rovigno. Il lussuosissimo hotel è stato inaugurato circa un mese fa ed è stato subito definito “uno degli investimenti più importanti dall’ indipendenza della Croazia”. Investimento realizzato dalla Adris grupa, che ha portato a termine così il rinnovo di Monte Mulini, una delle zone turistiche più belle sulla costa orientale dell’ Adriatico, in cui è stato iniettato un miliardo e mezzo di kune (circa 200 milioni di euro).

L’area situata a pochi passi dal centro storico di Rovigno, comprende l’albergo Monte Mulini (realizzato nel 2009), il Lone che è il primo hotel design in Croazia, aperto nel 2011, e l’Eden rimesso a nuovo pochi mesi fa. Nelle immediate vicinanze si trova anche il lungomare e la spiaggia Mulini Beach, riadattati nel 2014.
La maggior parte dell’investimento, però, riguarda proprio il Grand Park Hotel Rovinj, la cui costruzione è iniziata nel 2017, per cui l’Adris ha investito 700 milioni di kune (poco meno di 100 milioni di euro), mentre il progetto è stato definito di importanza strategica pure dal governo. Il 5 stelle fa parte del Maistra Collection brand, che raggruppa gli alberghi di massima categoria, dispone di 193 camere e 16 suite, suddivisi su sei piani. Il progetto è firmato dallo studio architettonico 3LHD, che ha curato pure la realizzazione degli alberghi Lone, Adriatic e della spiagga Mulini Beach. Le camere hanno dai 40 ai 175 metri quadrati e possono ospitare fino a 500 turisti. Non bisogna dimenticare nemmeno i 6 ristoranti con un’offerta enogastronomica di massima qualità.
Il Grand Hotel Park Rovinj ispone anche della più grande zona wellness in Istria: nei 3.800 metri quadrati suddivisi su due piani l’Àlbaro Spa&Wellness, infatti, dispone di spazi interni ed esterni, incluse le tre piscine sul tetto della struttura.

Gli interni parlano italiano – Gli interni dell’hotel sono stati realizzati dallo studio di Piero Lissoni – Lissoni Associati, uno dei più famosi designer mondiali. Lo studio di Milano è conosciuto per il minimalismo, che prevede la massima concentrazione sui dettagli e sulla scelta dei materiali. Per la struttura alberghiera rovignese i designer lombardi si sono ispirati ai toni mediterranei e nella progettazione sono stati usati soprattutto materiali naturali, come vari tipi di roccia e legno. Nei corridoi dominano toni blu scuro, mentre nelle camere prevale il blu chiaro, ma non manco riferimenti al grigio, al beige e ai colori della terra.

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Croazia. Il Giro della vergogna

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articolo: https://lavoce.hr/sport/4637-croazia-il-giro-della-vergogna

Croazia. Il Giro della vergogna

Otkazano”. O per chi non bazzica il croato: “Annullato”. Una sola parola sul sito della Federciclismo croata per dire che il Giro di Croazia del 2019 è stato cancellato. A soli sei giorni dalla partenza. Una vergogna immensa per il ciclismo nazionale, ma la cosa più triste è che ciò non sorprende più di tanto chi conosce il funzionamento delle cose nello sport del pedale nel Paese. Così, della corsa che veniva definita come la più bella cartolina della Croazia nel mondo non è rimasto nulla. La decisione è stata resa nota ieri ai team che erano in procinto di partire per la Croazia dopo che nei giorni scorsi erano state comunicate le squadre partecipanti e, soltanto su alcuni siti specializzati, le tappe previste.
Come si è arrivati a questo punto? Ricordiamo che i due partner delle prime tre edizioni, Vladimir Miholjević e Ivan Črnjarić, si erano lasciati, per così dire, non proprio bene. L’anno scorso il primo ha fatto il Giro da sé, e anche piuttosto bene, mentre il secondo non si è dato per vinto e ha iscritto la corsa per quest’anno, forte del fatto di essere titolare dei diritti d’autore del nome della stessa. La questione è anche finita in Tribunale, ma nel contempo la Federciclismo, con una decisione a dir poco avventata (qualcuno darà le dimissioni?), ha inserito nel calendario il Tour of Croatia proposto da Črnjarić. Fin dall’inizio erano in molti a credere che Črnjarić non ce l’avrebbe fatta, non disponendo di un team organizzativo. Le persone impegnate l’anno scorso sono rimaste legate a Miholjević. E ieri è arrivata la conferma.
Stando al portale Tuttobiciweb, nella lettera inviata alle squadre che avrebbero dovuto partecipare alla corsa, Črnjarić scrive che la decisione è figlia del ritiro di uno sponsor e dei tanti commenti negativi che hanno finito per nuocere all’organizzazione della prova. In un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook della corsa, Ivan Črnjarić ha ribadito che l’annullamento è dovuto al fatto che non sono stati assicurati tutti i mezzi finanziari per la corsa, ringraziando nell’occasione le città che avevano dato la disponibilità a ospitare la carovana.
Ma la Croazia rimane ora senza la sua gara nazionale? Per ora no, in quanto Vladimir Miholjević è riuscito a iscrivere un’altra corsa nel calendario nazionale, la Cro Race in agenda dal 1º al 6 ottobre di quest’anno. Speriamo bene. Intanto, però, il nome “Tour of Croatia” è stato macchiato per bene. Risusciterà? Forse anche sì. Alla prossima.

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