Pagina: La Storia delle “Foibe”

Condivisioni:
Share

10 Febbraio – Giornata del Ricordo delle Foibe

Immagine correlata

10 febbraio 2018 – Il giorno del ricordo – 

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 essa vuole conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Giorno del Ricordo: sabato 10 febbraio Umbertide commemora i morti delle Foibe

http://www.ufficiostampa.rai.it/dl/UfficioStampa/Articoli/10-FEBBRAIO-2018–LA-RAI-PER-IL-GIORNO-DEL-RICORDO-fc5f8517-dd80-46f1-a17e-675005e1e25c.html

10 FEBBRAIO 2018 : LA RAI PER IL “GIORNO DEL RICORDO”

Foibe. Una programmazione per non dimenticare

07/02/2018 – Anche quest’anno, in occasione del Giorno del Ricordo, la Rai ha messo a punto un ampio palinsesto in tv e alla radio, su Reti, Testate e Web per ricordare le vittime delle Foibe e il dramma dei tanti italiani, spogliati di tutti i loro averi, in fuga dall’Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia, sul finire della seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra.

In particolare alla vigilia della ricorrenza, venerdì 9 febbraio alle 17, Rai2 trasmetterà in diretta dall’Aula di Palazzo Madama, a cura di Rai Parlamento, la cerimonia di commemorazione, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Uno spot istituzionale prodotto da Rai per il Giorno del Ricordo sarà proposto fino a sabato 10 su tutte le Reti.
Con informazione, film, fiction, approfondimenti e testimonianze verrà ripercorsa una delle pagine più cupe della nostra storia contemporanea – una vicenda di violenze e vendette troppo a lungo dimenticata – quando tra il 1943 e il 1947 migliaia di italiani furono massacrati, gettati vivi o morti nelle cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia, le foibe appunto, utilizzate dai partigiani jugoslavi agli ordini di Tito come fosse comuni per esecuzioni sommarie collettive.  Un genocidio riconosciuto ufficialmente nel 2004, con la legge che istituì questa “solennità civile nazionale italiana”, celebrata il 10 febbraio di ogni anno per «conservare e rinnovare la memoria della tragedia di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale» continua a leggere
Immagine correlata

Giorno del Ricordo – 10 febbraio. VIDEO DOCUMENTARIO, per la scuola e non solo

In occasione della Giornata del Ricordo – che ricorre il 10 febbraio di ogni anno dopo essere stata istituita della legge n. 92 del 30 marzo 2004 – proponiamo un video didattico (e non solo) montato per l’occasione.

Si tratta di un filmato che raccoglie vari contributi che riteniamo significativi per capire ciò che effettivamente accadde e perché:

  • 1. Introduzione sintetica sui significati della Giornata del Ricordo (chi usa il filmato da affiancarsi ad una lezione può anche limitarsi a questo filmato iniziale);
  • 2. Filmato di Gianni Minoli che comprende l’esplorazione di una foiba in profondità, nozioni storiche sugli eventi legati all’Istria, alla Dalmazia e alla dittatura di Tito e la straordinaria testimonianza di Graziano Udovisi, uno dei pochi superstiti, che riuscì a fuggire dall’interno di una foiba dopo esservisi buttato dentro prima che i proiettili lo colpissero. Verso la fine troviamo considerazioni dello storico G. Oliva;
  • 3. Approfondimento sulla foiba – monumento di Basovizza.

Esodo, la memoria negata

Pubblicato il 19 feb 2014

https://youtu.be/ku8RIpoEC0A

Esodo degli istriani  – Pubblicato il 9 feb 2015

Per non dimenticare la tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, l’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

ISTRIA ITALIANA

Per tenere viva la memoria collettiva del nostro popolo, affinché tali tragedie possano non ripetersi più.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell’istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani

Per il Video premere il Link qui sotto

La Storia Siamo Noi: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/storia-delle-foibe/397/default.aspx

La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell’armistizio dell’ 8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano ‘nemici del popolo’. Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Lo racconta Graziano Udovisi, l’unica vittima del terrore titino che riuscì ad uscire da una foiba. È una carneficina che testimonia l’odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. La persecuzione prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l’italia e la Jugoslavia. Ma il dramma degli istriani e dei dalmati non finisce.

Nel febbraio del 1947 l’italia ratifica il trattato di pace che pone fine alla Seconda guerra mondiale: l’istria e la Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia.  350mila persone si trasformano in esuli. Scappano dal terrore, non hanno nulla, sono bocche da sfamare che non trovano in Italia una grande accoglienza. La sinistra italiana li ignora: non suscita solidarietà chi sta fuggendo dalla Jugoslavia, da un paese comunista alleato dell’URSS, in cui si è realizzato il sogno del socialismo reale. La vicinanza ideologica con Tito è, del resto, la ragione per cui il PCI non affronta il dramma, appena concluso, degli infoibati. Ma non è solo il PCI a lasciar cadere l’argomento nel disinteresse. Come ricorda lo storico Giovanni Sabbatucci, la stessa classe dirigente democristiana considera i profughi dalmati ‘cittadini di serie B?, e non approfondisce la tragedia delle foibe. I neofascisti, d’altra parte, non si mostrano particolarmente propensi a raccontare cosa avvenne alla fine della seconda guerra mondiale nei territori istriani. Fra il 1943 e il 1945 quelle terre sono state sotto l’occupazione nazista, in pratica sono state annesse al Reich tedesco.

Immagine correlata

Per quasi cinquant’anni il silenzio della storiografia e della classe politica avvolge la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane. È una ferita ancora aperta ‘perché, ricorda ancora Sabbatucci, è stata ignorata per molto tempo?. Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano ha dedicato la giornata del ricordo ai morti nelle foibe. Inizia oggi l’elaborazione di una delle pagine più angoscianti della nostra storia.

Foibe: è bene che i giovani ne siano informati

articolo: http://www.valtellinanews.it/index.php/articoli/foibe-e-bene-che-i-giovani-ne-siano-informati-20171003/

04 ottobre 2017 – Regione Lombardia approva una mozione il cui contenuto è destinato a docenti e studenti lombardi perché approfondiscano le ragioni e i contorni di un eccidio di italiani inermi perpetrato .dai comunisti titini in Dalmazia e Istria.

mappa foibe

La mozione votata, martedì 3 Ottobre, dopo la legge regionale del 14 Febbraio 2008, è sicuramente un altro atto importante che sottolinea il valore del ricordo delle vittime delle foibe.

«Le parole dette oggi dall’assessore Valentina Aprea sulla poca sensibilità di molti docenti a voler affrontare l’eccidio dei dalmati istriani e della poca sensibilità delle scuole nella giornata del ricordo rafforzano ancor di più la nostra convinzione che tanto ancora c’è da fare», ha osservato Riccardo De Corato, capogruppo di Fdi in Regione Lombardia

La Regione ormai da 9 anni cerca di coinvolgere le scuole con un concorso che ricordi questo genocidio, ma per l’esponente di Fdi non basta. «Non ci va bene che sia facoltativa la partecipazione degli istituti al concorso: da qui nasce la nostra richiesta di un protocollo con l’Uffico Scolastico Regionale che porti alla realizzazione di un lavoro nelle scuole, che non si fermi solo al concorso ma rediga un percorso che analizzi la tragedia con interventi di approfondimento storico e culturale». 

«Non possiamo dimenticare che gli esuli si sentono ancora figli di un dio minore» queste sono le parole amare pronunciate quest’anno da Antonio Ballerin, il presidente della Federazione che raggruppa 5 delle 6 associazioni del mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Quindi, sempre per De Corato, è arrivato il momento che Regione Lombardia, come ha già fatto la regione Veneto, non si fermi a un semplice concorso ma intraprenda un percorso culturale e didattico al fine di dare la giusta importanza nelle scuole al genocidio del nostro popolo .

«Purtroppo nel nostro Paese – ha spiegato il Consigliere regionale – esiste ancora una vulgata culturale giustificazionista che sugli eccidi delle Foibe vuole sempre contestualizzare il momento come quasi a porre in essere una giustificata ritorsione di fatti precedentemente accaduti. Martedì 3 Ottobre, con il voto favorevole dell’aula, abbiamo ottenuto un impegno maggiore per far sì che quei professori poco attenti debbano spiegare agli studenti quei fatti tragici del Carso che videro migliaia di italiani trucidati dal regime comunista».

“Rosso Istria ” Il Film

Risultati immagini per l'istria e le foibe 2017

“Rosso Istria” Il Trailer

Il Sitohttp://www.rossoistria.it/Rosso_Istria.html

Siamo nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos: il maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, chiede ed ottiene l’armistizio da parte degli anglo–americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l’Italia allo sbando. L’esercito non sa più chi è il nemico e chi l’alleato. Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre, spinti da una furia anti-italiana. In questo drammatico contesto storico, avrà risalto la figura di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, laureanda all’Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini, per la sola colpa di essere Italiana.

Il Cuore nel pozzo

Il Cuore nel pozzo una miniserie di Rai 1  trasmesso nel 2005

La fuga di un gruppo di bambini dai partigiani di Tito, ambientata negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. 

Per vedere le due puntate premere il Link qui sotto: 

http://www.raiplay.it/programmi/ilcuorenelpozzo/

La fiction “Il cuore nel pozzo“, regia di Alberto Negrin, andò in onda su Rai 1 il 6 e il 7 febbraio del 2005. È la storia di un partigiano titino, Novak, che decide di ritrovare suo figlio Carlo, avuto da Giulia, donna che anni prima aveva stuprato. Nascosto in un orfanotrofio, Carlo si unisce ad altri bambini per sfuggire alla cattura dei titini. Ma la loro salvezza costerà sacrifici e tragiche separazioni. Con “Il cuore nel pozzo” andò in onda per la prima volta in prima serata un film sulle foibe. Tra gli interpreti, Leo Gullotta, Beppe Fiorello, Sonia Aquino e Antonia Liskova. Musiche di Ennio Morricone.
  • Regia: Alberto Negrin
  • Interpreti: Leo Gullotta, Beppe Fiorello, Antonia Liskova, Adriano Todaro
Pagina: La Storia delle “Foibe”ultima modifica: 2017-10-07T01:35:22+02:00da alessandro-54
Condivisioni:
Share