Slovenia: 79 contagiati. Mai così tanti dall’inizio della pandemia

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Pola. Cento anni dalla nascita: docu-film sulla vita di Alida Valli

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L’esodo giuliano-dalmata alla Mostra di Venezia

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È uno dei rari film che tratta la travagliata pagina di storia dell’esodo giuliano-dalmata, della frattura subentrata all’indomani della Seconda guerra mondiale e del trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, che decretò il passaggio dell’Istria alla Jugoslavia. Quasi contemporaneo a quegli eventi, unendo sapientemente storia e finzione, “La città dolente” di Mario Bonnard segue le vicende di Berto (interpretato da Luigi Tosi), un operaio italiano di Pola, che pagherà a caro prezzo la scelta di restare a Pola, allettato dalle promesse del regime jugoslavo a Pola. Una decisione controcorrente rispetto alla stragrande maggioranza dei suoi concittadini, oltre 30mila “polesani” che hanno scelto la strada dell’esilio, compresa sua moglie e il figlioletto. Berto ben presto scoprirà, con amarezza, che era stata solo una grande illusione. Per aver manifestato apertamente il suo dissenso nei confronti del nuovo sistema, sarà arrestato e inviato in un campo di concentramento per essere “rieducato”. Riuscirà a fuggire e cercherà di dirigersi in barca verso l’Italia, ma le guardie di frontiera lo uccideranno con una raffica di mitragliatrice.
A distanza di oltre settant’anni, resta la pellicola più significativa su quest’argomento. Prestigiosi i nomi che affiancarono Bonnard nella realizzazione, da Anton Giulio Majano, Aldo De Benedetti, Federico Fellini, che collaborarono alla sceneggiatura, a Tonino Delli Colli, autore della fotografia. Nel cast, nel ruolo di una funzionaria del partito di Tito, anche l’attrice americana Constance Dowling, di cui era innamorato Cesare Pavese che, dopo essere stato abbandonato da lei, si suicidò nel 1950. Un film che si è visto poco quando è uscito, classificato come “adulti con riserva”. continua a leggere
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Bar e ristoranti sul baratro. Oggì protesta in Istria e Quarnero

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Fiume: più guariti che contagiati

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Dopo i numeri da record di mercoledì, oggi 10 settembre nella Regione litoraneo-montana l’emergenza sanitaria è tornata a numeri più accettabili. Sono 11, infatti, le persone che hanno contratto il Covid, ossia 14 in meno rispetto al giorno precedente. Nove sono contatti di persone già infettate e questo dimostra l’importanza dell’isolamento fiduciario. Uno ha contratto la malattia durante un incontro privato a Parenzo, mentre per soltanto un nuovo caso non si conosce la fonte del contagio.
Ma la buona notizia è che nelle ultime 24 ore sono 13 i pazienti che hanno sconfitto il coronavirus.
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